Storia di Dalila la volpe e di Alý il cairino, detto Argentovivo
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pilastri ... Ha attaccato sulla porta della bottega una borsa contenente mille dinàr e ha fatto annunciare a tutti i mariuoli di Bagdad e in tutti i suk della città che chiunque riuscirà a portargli via quella borsa ne diventerà il legittimo proprietario. Puoi immaginare se la gente, attirata da questo miraggio, non ha cominciato ad affollare la bottega di Zuraiq, così che i suoi affari come friggitore vanno a gonfie vele. Tuttavia nessuno fino ad oggi è riuscito a rubare quella borsa, in quanto egli, per mezzo di corde e spaghi, l'ha collegata con una serie di campanelli, e il congegno è così delicato e perfetto che basta anche solo sfiorare la borsa perché i campanelli si mettano a suonare con un fracasso infernale. Allora Zuraiq, anche se si trova in fondo alla bottega, capisce quello che succede e senza bisogno di fare un passo afferra un grosso pezzo di piombo che ha sempre a portata di mano e lo scaglia sull'audace malcapitato, rompendogli una spalla, una gamba o addirittura fracassandogli il cranio. Perciò, o Alì, ti consiglio di non pensare più a questa faccenda, se non vuoi rassomigliare a quelli che vanno dietro a un funerale senza nemmeno sapere chi è il morto. Tu non puoi lottare con un farabutto della sua taglia, e perciò ti conviene dimenticare Zainab! " Quando Alì Argentovivo ebbe ascoltato i prudenti consigli di Hasan Shumàn esclamò: " No, per Allàh, non dimenticherò mai quella fanciulla dagli occhi carichi d'ombra! Sarebbe per me un disonore! Perciò tenterò di rubare la borsa a Zuraiq in modo da costringerlo a dare il suo consenso: la fanciulla contro la borsa! " Ciò detto, andò a comprare abiti da donna, li indossò e si tinse gli occhi con il kuhl e le unghie con l'hennè. Ma questo non fu tutto. Con il sangue di un montone sgozzato riempì una vescica che si legò sul ventre in modo da parere una donna incinta; riempì di latte i gozzi di due uccelli e se li pose sul petto in modo che sembrassero i seni di una donna sul punto di partorire; infine, si legò degli asciugamani intorno al sedere e uscì ondeggiando sulle anche come fanno le donne, sì che per la strada tutti gli uomini si voltavano esclamando: " Per Allàh, che bel culo! "
Strada facendo, Alì vide un asinaio, lo chiamò, gli diede un dinàr e si fece condurre in groppa all'asino. Arrivò così davanti alla bottega di Zuraiq e vide la borsa sospesa sulla porta e vide anche Zuraiq, intento a friggere i pesci, che con un occhio sorvegliava la frittura e con l'altro non perdeva dì vista la borsa. Quando ebbe veduto tutto questo, Alì cominciò a gridare all'asinaio: " Ho sentito odore di pesce fritto! Per l'amore di Allàh, asinaio, corri in quella bottega e fatti dare un po' di pesce fritto, altrimenti sento che abortirò sulla strada! "

L'asinaio si precipitò da Zuraiq e gli disse: " Presto, dammi un po' di pesce fritto per quella donna incinta. Il figlio che ha nel ventre ha sentito odore di frittura e ha cominciato ad agitarsi e se lei non mangia subito del pesce fritto sicuramente abortirà! " " Bisogna aspettare, " rispose Zuraiq, " i pesci non sono ancora cotti. " " Dammene di quelli che sono in mostra! " fece l'asinaio. "Quelli non li vendo! " rispose Zuraiq e continuò a badare alla sua frittura. A questo punto Alì, che era sceso dall'asino e si era appoggiato allo stipite della bottega, cominciò a stringersi il ventre fra le mani e a gridare: " Ahi! ahi! Ohi! ohi! Mi si è rotto il ventre! Ah, il frutto delle mie viscere! Ah, la mia creatura! " E il sangue cominciò a sgorgargli da sotto le vesti inondando tutta la bottega, così che mentre l'asinaio gridava: " Ecco, friggitore del malanno, che ti avevo detto? Sei tu che l'hai fatta abortire e dovrai renderne conto davanti ad Allàh e al marito! " Zuraiq, sbigottito da tutto quel sangue, faceva un balzo verso il fondo della bottega per non esserne lordato. Allora Alì, vedendo che Zuraiq aveva perduto di vista per un istante la borsa. fece per afferrarla, ma non l'aveva nemmeno sfiorata che si scatenò un frastuono di campanelli. Zuraiq vide allora la mano tesa di Alì, capì il tiro che volevano giocargli e afferrato un pezzo di piombo lo scagliò con tanta violenza che Alì andò a rotolare in mezzo alla strada e se non mori fu proprio perchè era tanto imbottito sotto le vesti.
Visto andare a monte il suo tentativo, Alì, mentre la gente accorreva da ogni parte, approfittò della confusione per svignarsela e tornare a casa.

Quivi giunto raccontò ad Hasan Shumàn e ad Ahmed edDanif quello che gli era capitato e, nonostante questi lo sconsigliassero dal proseguire in una impresa disperata, si travestì da palafreniere, prese un piatto vuoto e cinque dirham, tornò alla bottega di Zuraiq e chiese del pesce. Ma quando Zuraiq volle dargli il pesce che era in mostra gli disse: " Voglio pesce caldo! " " Bisognerà che lo frigga, " disse Zuraiq, e andò nel retrobottega per prendere la legna e accendere il fuoco. Quando Alì vide che Zuraiq era andato nel retrobottega, allungò la mano per prendere la borsa, ma l'aveva appena sfiorata che i campanelli ricominciarono a suonare e subito Zuraiq, che stava nel retrobottega, afferrò un pezzo di piombo e lo scagliò con violenza addosso ad Alì gridando: " Brutto fottuto! E' la seconda volta che ci provi. Ma io t'ho riconosciuto, anche se ti sei travestito da palafreniere! " Dal canto suo, Alì, ammaestrato dall'espelienza già fatta, chinò fulmineamente la testa e riuscì a schivare il colpo, così che il pezzo di piombo volò in mezzo alla. strada andando a cadere su un grosso orcio di latte cagliato che uno schiavo portava sulla testa. L'orcio si ruppe e il latte cagliato inondò la faccia, la barba, il turbante e le vesti del cadì che si trovava a passare giusto in quel momento. Allora cominciò ad arrivare gente da ogni parte e tutti gridavano al friggitore: " 0 Zuraiq, quella borsa finirà per costarti cara! Questa volta il cadi ti farà pagare gli interessi e il capitale! " Approfittando della confusione, Alì scappò a casa e tanto era l'amore che portava a Zainab che subito si preparò per fare un terzo tentativo. Travestitosi da incantatore di serpenti, tornò davanti alla bottega di Zuraiq, si sedette per terra e cominciò a suonare il piffero. Poi, afferrato un grosso serpente dalla lingua puntuta come un dardo, lo scagliò in mezzo alla bottega. Zuraiq, che aveva una grande paura dei serpenti, scappò verso il retrobottega e Alì stese la mano per afferrare la borsa, ma subito i campanelli cominciarono a tintinnare e Zuraiq, che nonostante la paura del serpente non aveva smesso di tener d'occhio il falso incantatore, afferrò contemporaneamente due grossi pezzi di piombo e, mentre con una mano ne scagliava uno sulla testa del serpente, ... continua ...

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