
(Tunisia, di Francois Quelvée)
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Un
padre prima di morire volle dare a suo figlio tre consigli: primo, non
avrebbe mai dovuto sposare una vedova, secondo, non avrebbe mai dovuto
comprare un cavallo ostinato, terzo non avrebbe dovuto stringere amicizia
con il cadì [dall'arabo qadi, colui che giudica]. Il figlio non
seguì i consigli del padre perché era incuriosito e fece
il contrario: sposò una vedova, comprò un cavallo ostinato
e cercò di far amicizia con il cadì.
Una notte prese
una pecora nel cortile, la ricoprì col suo mantello e la mise accanto
al cavallo, poi rientrò a casa e sveglio la moglie e le disse:
“Un ladro vuole portarmi via il mio cavallo. La moglie gli suggerì
di prendere il fucile, di sparare sul ladro e di nascondere il cadavere
in una cassa. Cosi fece, ma subito iniziò a picchiare forte la
moglie finché questa non si mise a gridare raccontando a tutti
quello che era successo.
I soldati vennero
ad arrestarlo, cercò di fuggire sul cavallo, ma l’animale
non gli fu di nessun aiuto. I soldati lo portarono dal cadì che
lo fece gettare in prigione. L’uomo iniziò a ridere in modo
cosi forte e incessante che il cadì lo fece chiamare chiedendo
la ragione di tanta ilarità. “se tu sapessi la mia storia
ridiresti anche tu” e gli raccontò quello che suo padre gli
aveva consigliato in punto di morte e perché avesse fatto tutta
quella commedia. Anche il cadì rise quando i soldati invece del
cadavere portarono una pecora morta.
Il padre aveva avuto
ragione.
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