Iraq, rivolta
 
 
di Rosarita Catani*
 
 
 
 
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Dalla nostra corrispondente da Amman.

Poco più di un anno è ormai trascorso dall'inizio della campagna militare USA contro l'Iraq. La resistenza irachena invia in questi giorni, agli occupanti ed al mondo intero, il messaggio che il popolo iracheno nonostante quasi 13 mesi di occupazione, non sarà facilente domato. A Ramadi 12 marines americani uccisi dalle forze della resistenza, mentre a Nassirya 13 bersaglieri italiani rimangono feriti in un durissimo scontro a fuoco con le milizie che fanno capo al leader sciita Al Sadr. Ecco come alcuni dei più autorevoli giornali arabi commentano e riportano queste drammatiche giornate irachene.

“Al-Jumhuriyah”, Egitto. “Il fantasma della guerra all'Iraq continuerà a perseguitare coloro che hanno voluto questa guerra. Ciò che è accaduto ad Aznar potrebbe accadere a Bush e Blair ... Gli attacchi dell'11 settembre, quelli dell'11 marzo, la distruzione e l'occupazione dell'Afghanistan e la distruzione e l'occupazione dell'Iraq sono atti terroristici e criminali. Sebbene differenti in potere, i responsabili sono simili perché aggressori, assassini e fomentatori d'odio, anche se i potenti non lo dicono.

“Al-Dustur”, Giordania. “La continuata occupazione di paesi islamici non vincerà sul terrorismo. Essa, anzi, lo rafforzerà e gli offrirà carburante per continuare a crescere”.

“Al-Watan”, Arabia Saudita. “L'intero popolo iracheno e' sotto assedio, ma un anno dopo lo scenario inizia a cambiare. Gli iracheni stanno affrontando le più grandi forze militari della storia con fede ed armi individuali. Hanno reso il costo dell'occupazione più salato di quanto i suoi perpetratori avessero mai osato anticipare”.

“Al-Ra'y”, Giordania. "Queste saranno giornate che segneranno drammaticamente il dopoguerra iracheno. Truppe di occupazione spagnole, affiancate da unità irachene del nuovo Corpo di difesa civile, hanno aperto il fuoco su migliaia di sciiti che manifestavano a Najaf, davanti alla base degli ispanici, per protestare contro l'arresto di un aiutante del religioso schiita Moqtada al Sadr, avvenuto nella notte. Sarebbero una ventina i morti e circa duecento i feriti. Negli scontri hanno perso la vita anche quattro militari salvadoregni della coalizione internazionale che occupa il Paese e due militari iracheni collaborazionisti".

L'arresto di Mustafa al Yacoubi, consigliere di Moqtada al Sadr segna il crescente nervosismo delle autorità di occupazione nei confronti di quei gruppi che non tollerano più l'occupazione del Paese, tra cui i seguaci di Al Sadr. Una settimana fa, il quotidiano vicino al religioso “al-Hawza” è stato chiuso dagli americani, diverse manifestazioni di protesta hanno avuto luogo nella capitale, poi la carneficina di Najaf.

Secondo Mohammad al Sharif, il corrispondente di Al Jazzera, la polizia spagnola, supportata da elicotteri da combattimento unitamente al Nuovo corpo di difesa civile, hanno aperto il fuoco sui dimostranti. Il Dr. Hassan al Dulam sostiene che vi sono stati più di venti morti, inclusi due poliziotti e duecento feriti ricoverati nei sei ospedali della città. Dimostrazioni di sciiti contro gli occupanti si sono svolte anche a Baghdad ed Amara.

Nella capitale, le truppe d'occupazione hanno fatto irruzione nell'ufficio di Moqtada al Sadr situato a Sadr City un quartiere di Baghdad ed hanno ucciso due dei suoi seguaci. L' al-Mahdi Army, la milizia di Sadr, ha occupato tre stazioni di polizia dell'area costringendo i poliziotti ad uscire fuori dagli edifici ed a questo punto si è instaurata una vera e propria battaglia tra i miliziani e le forze d'occupazione nei quartieri Souq Mreidi ed al Dakhel, proprio nel centro di Sadr City.

Le truppe d'occupazione hanno aperto anche il fuoco contro i giornalisti presenti sulla scena e al Sharif, il corrispondente di Al Jazeera è rimasto seriamente ferito. Un veicolo americano è stato distrutto. Secondo fonti locali due manifestanti si sono lanciati davanti a un carro armato americano per bloccarne il movimento e sarebbero morti schiacciati.

La polizia irachena ha anche aperto il fuoco su alcuni dimostranti nel centro di Baghdad, che stavano marciando in direzione del comando di polizia di Saadun Street, ferendo due persone. Nella città di Kiurkuk, tre civili iracheni sono stati uccisi quando un'automomba è esplosa nel centro della città. I sostenitori di al Sadr anche in questa città sono usciti per le strade per dimostrare il loro appoggio. Un iracheno è stato ucciso ed altri cinque sono stati feriti durante una battaglia avvenuta tra le forze brittaniche ed i seguaci di Al Sadr, nel sudest della città di Amara. La battaglia è avvenuta in quattro quartieri Um Azayya, Al-Majidiya, Al-Hussein and Hutteen situati proprio nel centro della città che si trova a 370 km a sud della capitale. Le moschee legate a Moqtada al Sadr hanno proclamato uno sciopero generale ed è stato reso noto un appello del religioso che invita la sua milizia, chiamata Armata di Mahdi, a "terrorizzare il nemico" dopo quanto accaduto quest 'oggi.

Intanto, due soldati Usa sono deceduti a causa delle ferite subite ieri in scontri separati a Falluja. A Baquba un ordigno ha devastato la moschea sciita di al Rasul al-Adham, senza provocare vittime. La forte esplosione ha completamente distrutto la Moschea ed alcuni edifici vicini. Non e' la prima volta che una moschea viene attaccata in questa città. Cinque civili sono morti e 30 feriti a seguito dell’esplosione di una bomba fuori da una Moschea schiita nel centro di Baquba. La città che si trova a 65 km da Baghdad è abitata da mussulamni schiiti e sunniti che hanno sempre dimostrato la loro opposizione contro l'occupazione americana.

A Samarra tre collaborazionisti del Corpo di difesa civile sono stati uccisi nell'esplosione di una bomba, mentre nel sud del Paese si ha notizia del sabotaggio di un oleodotto.

 

* Rosarita Catani (r.catani@reporterassociati.org) corrispondente ad Amman di Reporter Associati / Articolo pubblicato in data 7 aprile sul Portale Reporter Associati

Articolo ripubblicato da Arab.it in data aprile 2004 

 

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