"Volete la guerra, guerra avrete"
 
 
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8 aprile 2004

20 - Una battaglia è iniziata fra le truppe statunitensi e milizie di natura non precisata nella città di Samarra, in zona a prevalente popolazione di confessione sunnita, a nord di Bagdad. I combattimenti sono stati preceduti da un corteo di manifestanti che hanno sfilato per le strade della città su carri e furgoni, inneggiando al Dio dell'Islam e denunciando "l'America nemica di Dio".

19,20 - Forte esplosione nel centro di Bagdad. Lo dicono giornalisti della France Presse sul posto. Non si conoscono ancora le cause. Elicotteri Usa sorvolano il centro della capitale irachena.

18,45 - Si è dimesso il ministro per i Diritti umani del governo iracheno, Abdel Basat Al-Turki. Ne dà notizia la Tv araba Al-Arabya. La decisione di dimettersi, ha fatto sapere lo stesso ministro, sarebbero maturata in seguito agli attacchi dei militari americani contro i civili iracheni e in particolare contro la città di Falluja. Questa notizia arriva qualche ora dopo l'annuncio delle dimissioni del ministro degli Interni Nouri Badran, annunciate oggi nel corso di una conferenza stampa.

18,30 - Due marine sono stati uccisi da cecchini a Falluja, a ovest di Bagdad, dove è in corso un'offensiva delle forze americane. Ne ha dato notizia una fonte del corpo dei marine.

17.45 - Sono stati rilasciati i sette sudcoreani rapiti oggi in Iraq. Lo riferisce la tv Ytn senza fornire ulteriori dettagli.

17.32 - Per discutere la grave situazione a Kerbala, in Iraq, dove il contingente bulgaro di 450 soldati sta operando sotto comando polacco, il Premier della Bulgaria, Simeone di Sassonia Coburgo Gotha si è incontrato oggi a Sofia con il Capo dello Stato Maggiore, Nikola Kolev. A conclusione dei colloqui Kolev ha detto ai giornalisti che per adesso il contingente bulgaro resterà a Kerbala in attesa dei rinforzi chiesti ieri agli Usa. Il ministro degli Esteri bulgaro, Solomon Passy, aveva prima annunciato alla stampa che è in arrivo a Kerbala un rinforzo di 120 militari americani. Più tardi il ministero della Difesa bulgaro ha precisato che il comandante del contingente bulgaro a Kerbala non ha per ora confermato la notizia.

17.20 - "Non sono emersi profili suscettibili di responsabilità penale a carico di componenti del contingente militare italiano". La afferma il procuratore militare di Roma Antonino Intellissano, a proposito degli "scontri armati tra militari italiani e elementi ostili" a Nassiriya. Il procuratore ha aperto un fascicolo sulla vicenda ma, ha precisato, "è soltanto un monitoraggio" dovuto.

17.16 - Un primo carico di medicinali di prima necessità ha raggiunto Falluja, città sotto assedio da giorni, nella tarda mattinata di oggi. Il convoglio umanitario, partito da Bagdad con i medicinali raccolti dalle Organizzazioni non governative italiane "Un ponte per" e "Intersos", è riuscito a entrare in città passando per strade secondarie di campagna, che non erano presidiate dai marines americani.

17.15 - Amnesty International, dopo aver lanciato accuse alle forze militari della coalizione e ai gruppi armati iracheni per l'uccisione di civili, in una nota ricostruisce gli ultimi avvenimenti della guerra in iraq: "Negli ultimi giorni l'aumento degli scontri tra le forze della coalizione e i gruppi armati che si oppongono all'occupazione ha causato la morte di decine e decine di civili in svariate città irachene". Secondo informazioni ricevute da Amnesty, le vittime comprenderebbero almeno 200 iracheni, molti dei quali civili, e oltre 30 soldati della coalizione.

16.59 - Sono pacifisti i tre giapponesi rapiti. Lo riferiscono le tv nipponiche anche attraverso interviste ai genitori. La donna rapita si chiama Nahoko Takato, ha 34 anni ed è originaria dell'Hokkaido. Da un anno si occupava dei bambini rimasti orfani in Iraq a causa della guerra. Prima di partire aveva detto di volere dimostrare al mondo che i soldati giapponesi sono nel paese mediorientale per aiutare la gente e non per collaborare con le truppe americane. Noriaki Imai ha solo 18 anni. Ha appena finito il liceo ed era attivo in gruppi pacifisti. E' partito per fare ricerche sugli effetti dell'uranio impoverito contenuto nelle bombe. La madre, intervistata, ha affermato di sperare che il governo accolga la richiesta di ritiro delle truppe (già respinta in realtà). Il terzo rapito è Soichiro Koriama, un giornalista indipendente di orientamento pacifista.

16.52 - L'emittente iraniana El Alam, che viene vista anche in Israele, ha mostrato le immagini dei due uomini rapiti e i documenti dei due, tra cui una patente rilasciata dallo stato americano della Georgia e una tessera studentesca dell'Augusta College, sempre in Georgia. Secondo la stampa israeliana, i due provenivano da Gerusalemme Est. Un uomo che si è qualificato come lo zio di Razuq ha spiegato alla radio dell'esercito israeliano che il nipote lavora per l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) e si trova in Iraq da tre mesi.

16.23 - A Kut, città del sud dell'Iraq abbandonata all'alba di ieri dai militari del contingente ucraino, i miliziani fedeli all'imam Moqtada Sadr attendono con le armi in pugno la controffensiva delle forze della Coalizione internazionale e si dicono pronti a respingerla o a morire. Il generale Ricardo Sanchez, comandante delle forze della Coalizione in Iraq, ha detto che un'operazione militare per riprendere Kut è "imminente".

16.22 - Due arabi israeliani sono stati rapiti in Iraq da un gruppo di ribelli, secondo quanto ha riferito una stazione televisiva privata iraniana, poi ampiamente ripresa dai media israeliani. Secondo l'emittente El Alam, i due rapiti, di cui ha diffuso anche le foto, sono Ahmed Yassin Tokati e Nabil George Yaaqub Razuk. Il loro rapimento è stato rivendicato dal gruppo Ansar A-Din, ritenuto legato a Al Qaeda, che chiede per il loro rilascio la liberazione di detenuti sciiti e sunniti in Iraq. Negli ambienti del ministero degli esteri a Gerusalemme si suppone che i due rapiti siano in realtà due palestinesi residenti a Gerusalemme Est e per questo motivo in possesso di documenti israeliani e si afferma inoltre di ignorare per quale ragione si trovavano in Iraq.

15.34 - Cinque iracheni sono rimasti uccisi e altri 18 feriti oggi in seguito all'esplosione di un ordigno artigianale a Baladrooz, una città a Nord di Bagdad, ha reso noto un responsabile della polizia irachena.

15.25 - Il comunicato di Saraya al Mujaheddin (Brigate Mujaheddin) è durissimo. "Vogliamo comunicarvi che tre dei vostri figli sono nostri prigionieri e vi diamo due possibilità: ritirate le vostre forze dal nostro paese e andate a casa oppure li bruceremo vivi e li daremo in pasto ai combattenti", hanno detto i rapitori. L'emittente pubblica giapponese Nhk ha riferito che Takato fa parte di un gruppo umanitario e dall'anno scorso si trova in Iraq per programmi di aiuto all'infanzia. Imai era impegnato in un'inchiesta sugli effetti dell'uranio impoverito, mentre Koriyama è un cameraman freelance. I tre ostaggi sono stati mostrati prima con gli occhi bendati con una fascia bianca, poi a viso scoperto mentre parlato con i sequestratori, tutti a volto coperto.

15.23 - Un portavoce del governo di Tokyo ha dichiarato che il Giappone non prevede di ritirare le sue truppe impegnate in Iraq, e chiede l'immediato rilascio dei tre ostaggi.

15.18 - La televisione giapponese Nhk ha precisato che Soichiro Koriyama, 32 anni, è un fotoreporter freelance, Noriaki Imai ha 18 anni, mentre Nahoko Takato, la donna, ha 34 anni. Tutti e tre si trovano in Iraq come volontari.

15.16 - E' atterrato da pochi minuti all'aeroporto di Ciampino l'aereo C-130 dell'Aeronautica Militare che ha riportato in Italia altri cinque feriti degli scontri di Nassiriya, dopo i quattro arrivati ieri sera. Si tratta del primo caporal maggiore Armando Mirra, del caporal Maggiore Patrizio Luca, del caporal maggiore Raffaele Cataldi e dei caporal maggiori scelti Giacomo Farfante e Marco Caputo.

15.00 - Sono otto religiosi sudcoreani le persone rapite oggi in Iraq mentre da Amman, in Giordania, cercavano di raggiungere Bagdad. A quanto riferito da un portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano, Sangong Jangtaek, uno degli ostaggi è riuscito a sfuggire ai suoi sequestratori: è una donna-sacerdote di nome Kim Sang-Mi. L'ambasciatore sudcoreano in Iraq, Im Hong-Jae, è riuscito a mettersi in contatto con lei. Martedì, altri due sudcoreani erano stati rilasciati dopo un rapimento durato quattordici ore a opera dei fedelissimi di Sadr. Proprio oggi il ministero degli Esteri sudcoreano aveva consigliato tutti i concittadini di lasciare subito l'Iraq.

14.35 - C'è almeno un giornalista fra i tre giapponesi rapiti in Iraq da un gruppo in rivolta contro l'occupazione straniera. Nel filmato di rivendicazione del sequestro trasmesso da Al Jazeera si vedono i passaporti degli ostaggi, fra cui una donna, e una tessera stampa. La donna sequestrata si chiama Takato Nahoko, mentre i due uomini si chiamano Noriaki Imai e Soichiro Koriyama.

14.30 - Un cittadino britannico è stato rapito martedì a Nassiriya, la zona controllata dal contingente italiano. Ne ha dato notizia una fonte della coalizione. L'uomo si chiama Gary Teeley ed è dipendente di una società appaltatrice. Da due giorni, di Teeley si è persa ogni traccia, ha spiegato la fonte.

14.20 - Secondo fonti del ministero degli Esteri di Seul , i rapiti sono tutti membri di un gruppo religioso. La Corea del Sud ha dispiegato in Iraq 600 uomoni tra genieri e personale medico, e intende inviarne altri tremila. Dopo l'esplosione della rivolta sciita, Suel proprio oggi ha ordinato ai soldati di sospendere tutte le attività fuori dalle basi.

14.06 - Otto sudcoreani sono stati rapiti oggi in Iraq dai rivoltosi; uno di loro è già stato rilasciato. A riferirlo è stata una fonte del ministero degli Esteri sudcoreano, secondo quanto rende noto l'agenzia Yonhap.

14.00 - Nelle immagini trasmesse da Al Jazeera ci sono tre giapponesi, tra cui una donna, vestiti in abiti civili, bendati e tenuti sotto controllo da un uomo armato. Mostrano il passaporto giapponese. Il rapimento è stato rivendicato da un gruppo finora sconosciuto che si fa chiamare Saraya al Mujahedin (Brigate dei mujaheddin). La notizia è stata confermata a Tokyo anche da un deputato del partito Liberale democratico, al governo.

13.55 - Tre giapponesi sono stati rapiti in Iraq. Lo ha riferito la televisione satellitare al Jazeera, che ha mostrato una registrazione video nella quale si vedono i tre giapponesi rapiti. Il gruppo responsabile del sequestro ha minacciato di uccidere gli ostaggi se il Giappone non ritirerà entro tre giorni i suoi 550 uomini di stanza a Samawa, nel sud dell'Iraq.

13.52 - Forti esplosioni si sono udite nel pomeriggio in tutto il centro di Bagdad. Ne hanno dato notizia testimoni.

13.50 - Un poliziotto iracheno è stato ucciso ieri sera a Tikrit dall'esercito americano dopo che era stato lanciato un missile contro un convoglio Usa proprio nel centro della città. Lo ha reso noto oggi il colonnello Assama Abdel Gafar, capo della polizia della città a nord di Bagdad.

13.40 - Nel corso di una conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni, Badran ha spiegato che Bremer, oltre a criticare il suo operato, dopo aver affidato a un altro sciita il dicastero della Difesa, gli avrebbe detto non è opportuno che due ministeri così importanti siano entrambe nelle mani della stessa fazione.

13.36 - Le forze della coalizione hanno condotto oggi un "raid di precisione" su Sadr City, distruggendo un edificio che sarebbe stato utilizzato come base per le operazioni dell'Esercito di El Mehdi, la milizia del leader radicale sciita Moqtada Sadr. Lo hanno riferito fonti militari americane, precisando che non ci sono state vittime tra le forze della coalizione, mentre le perdite tra i guerriglieri sono state "minime".

13.35 - Il ministro dell'Interno iracheno Nouri Badran ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio di governo provvisorio in seguito alle critiche espresse dall'amministratore americano in Iraq, Paul Bremer, al suo ministero.

13.30 - Anche se i bombardamenti aerei americani hanno semi-distrutto il loro quartier generale a Sadr City, roccaforte degli integralisti nella capitale irachena, i miliziani fedeli a Moqtada al-Sadr sono comunque in grado di riprendere al più presto i combattimenti. E' il monito lanciato da un portavoce di Sadr stesso in città, Amer al-Husseini. "Abbiamo ricevuto ordini di mantenere la calma perché siamo gente pacifica", ha avvertito Husseini, "e ci sono stati negoziati per placare la situazione. Però", ha aggiunto, "dopo che hanno bombardato i nostri uffici e la nostra sala di preghiera con gli elicotteri Apache e con i carri armati, siamo pronti a riprendere a combattere fino all'ultima goccia di sangue".

13.27 - Nuovi scontri sono scoppiati tra milizie sciite e soldati polacchi e bulgari appartenenti alla coalizione guidata dagli Usa a Kerbala, nel centro dell'Iraq, dove gli uomini di Moqtada Sadr hanno lanciato un ultimatum esigendone il ritiro. Questa notte nei combattimenti sono rimasti feriti 9 miliziani e gli scontri, secondo la polizia irachena, sono andati avanti tutta la notte. Secondo fonti dell'ospedale vi sarebbero stati quattro iracheni morti e 16 feriti, mentre testimoni sostengono che l'Esercito di Mehdi, quello dei radicali sciiti, ha il controllo di tutta la città. Oggi il capo dell'ufficio di Moqtada Sadr a Kerbala, sceicco Hamza Al-Tai ha reso noto di aver lanciato "un ultimatum alle truppe delle coalizione perché si ritirino dalla città", in modo che "il governatorato di Kerbala sia piazzato sotto la direzione religiosa sciita (Hawza)".

13.25 - Il generale Sanchez ha assicurato che la coalizione riuscirà a domare la rivolta. "Non bisogna avere dubbi sulla nostra determinazione ad avere la meglio sul terrorismo in questo paese, compresi i miliziani di Moqtada al Sadr", ha detto nel corso della conferenza stampa a Bagdad, "non siamo disposti a permettere che un pugno di terroristi e delinquenti terrorizzi gli iracheni e faccia fallire l'obiettivo di trasformare l'Iraq in un paese democratico".

13.20 - Il generale Sanchez, comandante delle forze della Coalizione in Iraq, ha detto che l'operazione militare a Falluja sta continuando, ma gli aiuti umanitari entreranno nella "se le condizioni" di sicurezza lo permetteranno. "Non stiamo isolando nessuno", ha aggiunto.

13.15 - Visto il deteriorarsi della situazione in Iraq, il Kazakhstan ha deciso di mettere fine alla sua missione: il piccolo contingente di 27 militari, che torneranno a casa il 30 maggio, non sarà sostituito. I soldati, arrivati nell'agosto scorso, operano attualmente sotto comando polacco nel Sud dell'Iraq e sono impiegati in operazioni di sminamento.

13.10 - Il generale Sanchez, comandante delle forze della Coalizione in Iraq, ha detto che i miliziani sciiti occupano uffici governativi nel centro di Najaf, controllando la città santa. Il contingente spagnolo assegnato alla città si è ritirato alla periferia. "Non vedo un altro Vietnam - ha aggiunto Sanchez -, la situazione è molto diversa".

13.00 - Miliziani armati si trovano ancora a Nassiriya, ma la situazione resta tranquilla. Lo ha detto il colonnello Giuseppe Perrone, portavoce del contingente militare italiano, aggiungendo che "si continua a dialogare" con i leader locali, nel tentativo di allontanare le persone armate: si tratta di "qualche centinaio di uomini, anche se è difficile avere delle stime precise" ha detto Perrone.

12.50 - I soldati di Nassirya "sono in cima ai nostri pensieri". Così il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rinnovato il saluto e la solidarietà ai soldati italiani in missione all'estero e in particolare ai soldati del contingente in Iraq e ai civili che con loro collaborano.

12.42 - Un comunicato del comando Usa ha annunciato che sia la città di Kuf che quella di Najaf sono attualmente sotto il controllo dei ribelli.

12.40 - Due bombe rudimentali sono state scoperte oggi all'interno della cosiddetta "Zona Verde, il vasto complesso che si estende sulla riva occidentale del fiume Tigri a Bagdad, dove hanno sede il quartier generale alleato e gli uffici dell'amministrazione civile provvisoria controllata dagli Usa. Lo hanno riferito fonti militari presenti sul posto. Gli ordigni sono stati disinnescati senza problemi.

12.30 - Il generale americano Ricardo Sanchez ha annunciato che le forze della coalizione intendono "riconquistare immediatamente" la città di Kout, nel Sud del Paese, da ove ieri sono state fatte evacuare le truppe ucraine e che ora è sotto il controllo dei miliziani sciiti di Moqtada Sadr.

12.20 - Il direttore dell'ospedale di Falluja, Rafi Hayat, ha detto che il bilancio dei combattimenti tra le milizie sunnite e l'esercito della coalizione, a partire da domenica, è di 280-300 morti tra gli iracheni. I feriti sono 400.

12.00 - "Nessun soldato straniero rapito a Najaf": la smentita arriva dal comando Usa in Iraq, dopo la notizia di alcuni militari spagnoli che sarebbero stati presi in ostaggio dalle milizie sciite. Già il comando spagnolo ed il ministero della Difesa a Madrid avevano smentito la notizia.

11.40 - In polemica con la coalizione, uno dei 25 membri del Consiglio governativo iracheno ad interim, Mohasen Abdul Hamid, ha minacciato di uscire dall'organismo, di nomina americana, se gli alleati non cesseranno di "versare il sangue degli iracheni".

11.10 - Situazione tesa a Najaf e Diwaniya, sparatorie durante la notte. Oggi il lento ritorno alla normalità. Scuole aperte a Diwaniya, la televisione locale ha ripreso le trasmissioni. A Najaf la polizia irachena sta recuperando il controllo della città. Secondo fonti mediche, gli scontri di ieri fra miliziani sciiti e forze della coalizione avrebbero provocato dieci morti e una ventina di feriti.

11.00 - Cinque iracheni sono morti e altri dieci sono rimasti feriti negli scontri tra i guerriglieri e i militari americani a Falluja. Lo hanno riferito fonti mediche, mentre testimoni oculari hanno raccontato di aver visto un elicottero americani precipitare nei pressi di una scuola.

10.45 - La Brigata "Plus Ultra", integrata da soldati spagnoli e centroamericani smentisce che le milizie sciite tengano in ostaggio soldati spagnoli. Anche un portavoce del ministero degli Esteri spagnolo ha detto "non confermiamo" la notizia.

10.30 - "Notte tranquilla e situazione normale" a Nassiriya: lo riferisce una fonte militare, secondo cui continua l'attività di "mediazione e dialogo" con i capi tribù e i leader religiosi locali. Protagonisti dei contatti, i vertici del contingente e i responsabili dell'Autorità provvisoria. La tregua di 48 ore scade questa notte. Domani giornata cruciale, che coincide con l'anniversario della caduta di Saddam. Previste manifestazioni in varie parti del Paese.

10.15 - Sono rientrati in Italia tre dei dodici bersaglieri feriti martedì a Nassiriya, e un sottufficiale dei carabinieri ferito il 4 aprile vicino alla base italiana "Libeccio". Il volo speciale con a bordo il sottotenente Massimo Pupo, il caporalmaggiore Francesco Galati e il primo caporalmaggiore Daniele Vadrucci è giunto all'aeroporto di Fiumicino poco dopo la mezzanotte.

09.55 - Alcuni caccia americani F16 stanno bombardando il quartiere Al-Nazzal di Falluja. Lo riferisce la televisione araba Al-Jazeera. Questa mattina la battaglia tra i militari americani ed i miliziani armati all'interno della città è ripresa in maniera violenta.

09.45 - La milizia di Moqtada al-Sadr ha annunciato di aver sequestrato alcuni spagnoli, che gli integralisti intendono utilizzare per uno scambio con uno dei loro capi, Mustafa Yaacubi, arrestato sabato scorso a Najaf dalle truppe di Madrid; tra gli ostaggi potrebbe esservi anche un americano.

09.30 - Scontri a Falluja fra militari statunitensi e guerriglieri iracheni, all'indomani del bombardamento americano di una moschea, nel quale sono rimaste uccise una quarantina di persone.

09.20 - La rivolta sciita potrebbe far rinviare il rientro in patria dei contingenti militari americani che avrebbero dovuto lasciare il Paese nelle prossime settimane. A ventilare la possibilità è stato il segretario Usa alla Difesa, Donald Rumsfeld. Fonti del Pentagono hanno chiarito che almeno 25mila soldati potrebbero restare ancora in Iraq ed essere spostati verso il sud sciita.

09.10 - Un convoglio americano è stato attaccato all'alba ad una ventina di chilometri a ovest di Baghdad, sull'autostrada, nei pressi della città di Abu Gharib. Secondo testimoni, uomini armati di kalashnikov ballavano intorno a due veicoli in fiamme. L'attacco è avvenuto al passaggio di decine di camion e auto con aiuti per la popolazione di Falluja.

08.55 - Migliaia di sciiti e sunniti sono partiti a piedi da Baghdad verso Falluja, seguiti da auto con cibo e medicine da consegnare alla popolazione della città, da lunedì stretta in un'operazione delle forze americane. Molte le bandiere irachene, così come i ritratti del capo palestinese di Hamas, lo sceicco Ahmad Yassin, ucciso dagli israeliani il 22 marzo, e quelli del capo sciita radicale Moqtada Sadr.

08.40 - Non ha fatto vittime l'esplosione provocata stamani da un ordigno collocato sul bordo di una strada nella parte occidentale di Bagdad. Lo dice la polizia irachena, che ha bloccato la zona nel timore che possa verificarsi una seconda esplosione.

08.30 - Sarebbero in corso trattative con il leader sciita radicale iracheno Moqtada Sadr affinché si consegni alla giustizia. Lo ha detto Adnan Pachachi, un membro sunnita del Consiglio di governo, all'emittente al Jazeera. "Ci sono colloqui con Moqtada Sadr perché metta fine alla sua ribellione ed accetti di consegnarsi alla giustizia e noi ci impegneremo a rispettare il suo onore e la sua sicurezza", ha detto Pachachi.

08.16 - La deflagrazione sarebbe avvenuta a Mansour, il quartiere di Bagdad che durante la guerra fu preso di mira dai bombardamenti perché si pensava che vi fosse nascosto Saddam Hussein. Dalla zona si alza una colonna di fumo nero. A scoppiare sarebbe stata una bomba nascosta sul ciglio di una strada. L'esplosione ha scavato un enorme cratere. La polizia ha chiuso la via con cordoni di sicurezza. Sul posto sono accorse numerose ambulanze.

08.00 - Una violentissima esplosione è risuonata a Baghdad. La zona del boato corrisponde a quella in cui si trova il quartier generale della coalizione alleata a guida Usa e dell'Autorità Provvisoria che amministra temporaneamente il Paese.

07.30 - "Le esplosioni nella notte nei pressi della base del contingente militare giapponese sono minacce di terroristi". Così il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi, ha commentato l'attacco contro la base con colpi di mortaio e razzi, che non ha fatto però alcuna vittima tra i soldati.

07.18 - Almeno tre esplosioni sono state udite nella notte nelle vicinanze del quartier generale del contingente militare giapponese a Samawa, tra Najaf e Nsssiriya. Secondo il ministero della Difesa giapponese, sono stati ritrovati proiettili di mortaio e di razzi. Non ci sono feriti. In corso controlli, rafforzate le misure di sicurezza. E' il primo attacco contro la base giapponese dall'arrivo del primo scaglione di soldati, alla fine di gennaio.

07.00 - Divampa il conflitto sui due fronti dell'Iraq, nel Nord sunnita e nel Sud sciita. Il bilancio è di oltre 35 morti per la coalizione in quattro giorni e almeno duecento iracheni. Le forze Usa hanno bombardato ieri la moschea di Falluja, e sostengono di aver ucciso 40 guerriglieri. Si sono anche rincorse voci su cinque marines colpiti da tiri provenienti dall'interno della moschea, senza però conferma ufficiale. La Casa Bianca ha invitato il leader integralista sciita Muqtada al-Sadr a consegnarsi alle autorità. Oggi Tony Blair sarà a Washington per incontrare Bush e Kofi Annan.

7 aprile 2004

22:30 - Nella città petrolifera di Kirkuk, nel Nord dell'Iraq, un impianto di gas naturale è stato colpito da raffiche di mortaio. La polizia locale riferisce che serbatoi e gasdotti sono in fiamme. L'impianto è gestito dalla Northern Iraq Company, di proprietà statale.

22:15 - La tensione è ancora molto alta a Bagdad, dove questa sera si sono uditi una serie di esplosioni e di colpi d'arma da fuoco. Elicotteri americani hanno sorvolato la zona.

22.00 - La democratizzazione dell'Iraq "non deraglierà", anche se non tutto nel Paese va bene e se gli insorti costituiscono "un serio problema", pur essendo il loro numero "piuttosto limitato" ha detto il segretario alla Difesa americano durante il briefing al Pentagono. Il capo di Stato Maggiore ha subito aggiunto: "Una cosa è sicura, questa non è insurrezione di popolo".

21.52 - La Corea del Sud ha dato ordine ai suoi soldati in Iraq di sospendere ogni attività al di fuori delle basi militari e ha disposto l'aumento delle misure di sicurezza a causa dei rischi sempre maggiori. Lo ha reso noto il ministro della difesa Ban Ki-moon, aggiungendo che comunque Seul non intende modificare la decisione di inviare altri uomini in Iraq. Attualmente la Corea del Sud ha in Iraq 600 ingegneri e medici militari e progetta di inviare altri tremila soldati - comprese truppe da combattimento - per la ricostruzione.

21.52 - Rumsfeld ha poi aggiunto che ci sarà un rafforzamento numerico di fatto delle truppe americane in Iraq ritardando il rimpatrio di alcuni dei reparti che avrebbero dovuto tornare in America nelle prossime settimane. Il periodo di sovrapposizione tra le truppe appena giunte in Iraq e quelle inattesa del rientro sarà prolungato. Vi sono al momento 135 mila soldati Usa in Iraq, un numero superiore a quello inizialmente previsto, a causa del rallentamento del rimpatrio. "Abbiamo bisogno in questo momento della loro esperienza", ha detto Rumsfeld durante il briefing al Pentagono.

21.50 - Nel corso della conferenza al Pentagono, il capo di Stato Maggiore, generale Richard Myers, ha poi mostrato una carta dell'Iraq con le direzioni delle offensive contro i sunniti, a Falluja e a Ramadi, nell'ambito dell'operazione Vigilant Risolve, e contro gli sciiti, nel centro-sud del Paese. Myers, come pure poi Rumsfeld, ha però insistito sul fatto che i rivoltosi sono "piccoli numeri" e non costituiscono una minaccia militare. Il segretario alla Difesa ha però riconosciuto l'esistenza di problemi, rispondendo a una domanda sull'atteggiamento di alcuni alleati, come gli ucraini, che si sarebbero ritirati da Kut, e i bulgari, che avrebbero chiesto protezione per il loro contingente.

21.40 - Quella in corso in Iraq è "una prova di forza" tra quanti vogliono la democrazia e quanti vi s'oppongono: lo ha detto in una conferenza stampa al Pentagono il segretario alla difesa Donald Rumsfeld. Rumsfeld ha aggiunto che le forze americane "sono all'offensiva" e che gli Stati Uniti "terranno duro" fino al compimento della missione: "E' un test della nostra risolutezza e lo supereremo", ha detto.

21.15 - Un gruppo di miliziani ha attaccato un convoglio di truppe Usa a sud di Bagdad. I soldati statunitensi hanno risposto al fuoco, uccidendo due miliziani e ferendo un numero imprecisato di pellegrini diretti a piedi verso la città santa sciita di Karbala, riferisce un testimone oculare. L'episodio non è stato ancora confermato dal comando Usa.

21.13 - Sono 13 i dimostranti iracheni uccisi e altri 20 sono quelli rimasti feriti nel corso di uno scontro a fuoco con le truppe statunitensi durante una manifestazione di protesta a Hawija, a ovest del centro petrolifero di Kirkuk. Lo ha riferito il capo della polizia cittadina, Awad Khalaf al-Jouburi. I manifestanti erano circa 1.500 e stavano protestando per i "massacri" a Falluja. "Alla fine della dimostrazione", ha raccontato Joubouri, "alcuni dei manifestanti hanno cominciato a sparare all'indirizzo degli americani, che hanno risposto al fuoco". Tra i morti c'è anche un bambino.

21.03 - I marines che hanno rastrellato le macerie della moschea di Falluja bombardata dall'aviazione non hanno trovato corpi. Fonti locali in precedenza avevano parlato di una quarantina di morti. "Quando abbiamo colpito quell'edificio, ho pensato che avessimo ucciso tutti i cattivi, ma quando siamo entrati non abbiamo trovato nessun cadavere", ha riferito il tenente colonnello Brennan Byrne. Tuttavia, ha spiegato, i miliziani potrebbero essere fuggiti nell'intervallo tra il lancio di un missile e lo sganciamento di due bombe da 230 chili, oppure che i corpi siano stati portati via dopo l'attacco aereo, nei 30-40 minuti trascorsi tra il lancio delle bombe e l'arrivo dei marines sul posto. Ma, ha ammesso Byrne, non ci sono tracce di sangue.

20.58 - Il leader religioso sciita Moqtada Sadr ha ammonito oggi l'America: "Diventeremo il vostro Vietnam". L'ispiratore dei nuovi attacchi contro le forze degli Usa e degli alleati, in una dichiarazione diffusa da un suo rappresentante a Najaf e rimbalzata subito negli Usa, ha esortato i cittadini americani ad aiutare "i fratelli iracheni" a fare in modo che il potere del paese sia trasferito "agli iracheni onesti". Sadr ha accusato i membri del Consiglio Governativo Iracheno di essere dei "collaborazionisti" e di non "rappresentare il popolo iracheno".

20.40 - Il ministro della difesa americano Donald Rumsfeld terrà una conferenza stampa alle 15.30 (21.30 in Italia) sui più recenti sviluppi della situazione in Iraq. Rumsfeld sarà affiancato dal capo di stato maggiore delle forze armate americane, generale Richard Myers.

20.28 - Dal suo ranch di Crawford, Texas, dove trascorre le vacanze di Pasqua, il presidente Usa George W. Bush si è riunito in videoconferenza con i massimi responsabili per la sicurezza e i vertici militari in Iraq, riferisce il portavoce Scott McClellan, senza fornire dettagli. Bush ha parlato anche al telefono con il premier britannico Tony Blair, atteso in visita a Washington la settimana prossima.

19.53 - Il Consiglio di governo provvisorio iracheno ha oggi criticato il ricorso al nome "dei due martiri che portano il nome di Sadr" per "seminare il caos" nel paese. In un chiaro riferimento al giovane leader radicale sciita Moqtada Sadr, il Consiglio afferma in un comunicato che è inaccettabile utilizzare il nome di questa "rispettabile famiglia" con il solo scopo di fomentare le violenze. Motqada Sadr è l'ispiratore dei disordini registrati negli ultimi giorni in diverse città dell'Iraq meridionale ed è il figlio di Mohammad Sadek Sadr e pronipote di Mohammad Baker Sadr, due ayatollah grandemente rispettati in seno alla comunità sciita.

19.31 - I miliziani di al Sadr che ieri si sono scontrati per ore con i militari italiani "provenivano da fuori città. La gente, che li ha allontanati e isolati, è con noi". Ne è convinto il generale Francesco Paolo Spagnuolo, comandante dei militari italiani in Iraq, che all'indomani della battaglia di Nassiriya si dice "ottimista" per il futuro. "Se ne sono andati, grazie al nostro intervento e alla presa di distanza dei leader locali", spiega all'Ansa. "Oggi la gente ci ha salutato in modo più caloroso. Ci ha manifestato solidarietà e vicinanza, dandoci atto della correttezza del nostro operato, anche se ha subito vittime e danni. Proprio la determinazione dei cittadini, che giudica ormai queste persone come nemici, una minaccia, ci fa ben sperare. Saranno loro, d'ora in poi, a tenerli lontano".

19.20 - Il leader spirituale della comunità sciita Ali Sistani ha lanciato un appello per una soluzione pacifica alle tensioni presenti nel Paese per evitare il caos e un ulteriore bagno di sangue.

18.48 - La repubblica ex sovietica del Kazakhstan, uno dei partner minori della coalizione schierata in Iraq, ha annunciato oggi l'intenzione di non rinnovare dall'estate prossima la presenza nel Paese del suo piccolo contingente militare. Lo ha detto il ministro della difesa, Mukhtar Altynbaiev, citato stasera dall'agenzia russa Interfax.

Il contingente kazako è di fatto simbolico (27 uomini) ed è attualmente dislocato nella regione di Kut, città che proprio oggi è stata sgomberata dai reparti sotto comando ucraino che la controllavano, su pressione delle milizie sciite.

18.46 - Sono cinque i marines americani colpiti da tiri provenienti dall'interno della moschea a Falluja dove si erano rifugiati una quarantina di ribelli prima del bombardamento delle forze Usa. Lo ha dichiarato alla France Press un portavoce del Comando centrale americano, senza precisare il numero dei morti e dei feriti. I tiri dall'interno della moschea spiegherebbero l'attacco all'edificio che ha fatto, secondo fonti giornalistiche, 40 vittime irachene.

18.45 - Per cercare di riportare la calma nella città sciita meridionale irachena di Najaf sono stati condotti dei nuovi tentativi di mediazione da parte di esponenti politici sciiti presso il leader radicale sciita Moqtada Sadr, ma non hanno raggiunto alcun risultato, ha reso noto uno stretto collaboratore dello stesso Sadr.

18.23 - Un marine americano è stato ucciso oggi a Falluja nei pressi della moschea bombardata dalle forze statunitensi. Lo ha indicato all'Afp il tenento colonnello Brennan Byrne. Byrne ha detto che la vittima faceva parte di un gruppo di tiratori scelti che erano stati piazzati nei pressi della moschea di Abdel Aziz al-Samarrai, dove secondo lo stesso Byrne si erano barricati una quarantina di guerriglieri.

18.22 - Almeno due giornalisti occidentali potrebbero essere stati rapiti dai miliziani in distinti incidenti in Iraq, afferma la Fox News. L'emittente americana sostiene di avere ricevuto da fonti militari statunitensi l'informazione che in almeno due incidenti separati membri della stampa occidentale, di cui si ignora al nazionalità, sarebbero stati rapiti da persone armate.

18.15 - Un contingente composto da 159 soldati georgiani è partito oggi per l'Iraq. Il capo di stato maggiore, generale Guivi Iukuridze, ha detto che la "missione di pace" dei militari, che si schiereranno a Bagdad e a Tikrit, nel nord, durerà sei mesi.


18.00 - Una lettera di minacce è giunta all'ambasciata thailandese in Svezia, con l'annuncio di attacchi nel Paese del sudest asiatico come quelli dello scorso 11 marzo in Spagna, in risposta all'invio di truppe in Iraq. Lo hanno dichiarato oggi fonti ufficiali thailandesi e svedesi dei servizi di sicurezza. Il Paese asiatico ha circa 440 persone - tra personale medico e ingegneristico - nella città irachena di Kerbala, anche se il ministro degli Esteri thailandese ha negato un coinvolgimento in operazioni militari.

17.49 - Le forze americane hanno sganciato una bomba da 220 chili nell'area esterna della moschea di Falluja, hanno detto alla Cnn fonti del Pentagono, senza precisare il numero delle vittime. La bomba, sganciata da un aereo, potrebbe avere danneggiato il muro perimetrale della moschea, hanno affermato le fonti militari. Alcuni media americani avevano parlato in precedenza di tre missili lanciati da un elicottero contro la moschea.

17.45 - Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha chiesto alle forze americane e alla guerriglia che si stanno affrontando a Falluja di consentire l'accesso all'ospedale della città. "Bisogna lasciare gli accessi all'ospedale aperti ed aiutare i feriti e i malati e giungervi", ha detto la portavoce del Cicr a Baghdad, che si trova attualmente ad Amman. La portavoce ha precisato che il Circ ha consegnato oggi una tonnellata e mezzo di medicine a tre dispensari da campo messi in piedi dall'inizio dell'offensiva americana contro la città, per curare chi non riesce a raggiungere l'ospedale.

17.25 - E' stata colpita da tre missili lanciati da un elicottero americano la moschea di Falluja, dove sarebbero rimaste uccise una quarantina di persone. Lo riferisce l'agenzia americana Ap citando testimoni sul posto. L'attacco è avvenuto durante gli scontri in corso nella città del tringolo sunnita tra le forze statunitensi e i guerriglieri sunniti. Stando all'Ap, la moschea di Abdul-Aziz al Samarrai non è stata danneggiata ma parte del muro perimetrale che la circonda è stato distrutto. Danneggiato anche un ufficio dell'Associazione dei religiosi islamici. Al momento dell'attacco, molti fedeli stavano arrivando alla moschea per le preghiere pomeridiane. I morti e i feriti sono stati trasportati in edifici privati dove sono stati allestiti ospedali di fortuna. Secondo l'Ap, non vi sono ancora conferme sul numero dei morti e dei feriti.

17.15 - Il premier britannico Tony Blair discuterà della situazione in Iraq con il presidente americano George W. Bush e il segretario generale dell'Onu Kofi Annan durante una visita negli Stati Uniti prevista per giovedì e venerdì prossimi.

17.10 - Gli esperti della Cia affermano che è "probabilmente autentico" il messaggio audio diffuso in questi giorni da Abu Musab al Zarqawi, il presunto terrorista legato ad Al Qaida che ha rivendicato la paternità di numerosi attacchi suicidi in Iraq, tra i quali quelli contro il quartier generale dell'Onu a Bagdad e contro la base dei carabinieri a Nassiriya.

16.30 - Con un comunicato diffuso a Najaf, l'esponente religioso sciita Moqtada Sadr chiede che in Iraq il potere sia trasferito a "uomini onesti" e non ai "collaborazionisti" dell'autorità di occupazione. Sadr lancia un appello "al popolo americano perché si schieri con il popolo iracheno, oppresso da leader e da un esercito occupante", e affinché "il potere sia trasferito ad iracheni onesti".

16.15 - Un soldato americano è stato ucciso a Bagdad in un attacco contro un convoglio. Lo hanno reso noto fonti militari americane. Il veicolo su cui si trovava il soldato è stato colpito da un proiettile mentre si trovava fuori da una stazione di polizia nella capitale irachena. L'attacco è avvenuto durante un cambio della guardia tra soldati della prima divisione corazzata.

15.40 - Arriveranno in Italia stasera, dopo la mezzanotte, tre degli undici militari feriti ieri nello scontro a fuoco di Nassiriya tra il contingente italiano e i miliziani legati a Moqtada Al Sadr. Si tratta dei bersaglieri che hanno avuto dai medici dell'ospedale da campo le prognosi più lunghe, non superiori comunque ai 25-30 giorni. I militari italiani atterreranno all'aeroporto di Fiumicino.

14.33 - Le truppe americane hanno bombardato la moschea di Falluja dove si erano rifugiati 40 guerriglieri, tutti morti. Durante i combattimenti intorno alla moschea, cinque marines sono stati feriti in modo lieve dalle schegge di un razzo sparato contro il loro fuoristrada. Un altro miliziano, che aveva sparato un razzo contro i soldati, è stato ucciso dal fuoco di un elicottero.

14.25 - Le truppe polacche hanno ucciso Murtada al Mussawi, il rappresentante dell'ufficio del leader radicale sciita Moqtada Sadr, a Karbala. Lo hanno detto fonti della polizia irachena. L'uccisione è avvenuta durante gli scontri di questa mattina nella città santa agli sciiti che opponevano i seguaci di Sadr alle truppe polacche della coalizione.

14.16 - Un elicottero militare americano è precipitato al suolo ed è in fiamme nei pressi di Baquba, a 50 chilometri da Bagdad. Lo riferiscono testimoni oculari citati dai media americani. Non ci sono vittime. L'elicottero è caduto in una zona dove sono in corso scontri tra le forze americane e milizie sciite. Secondo un fotografo dell'Associated Press che ha assistito alla scena, l'elicottero è caduto e subito dopo è stata udita un'esplosione.

14.07 - "Aprire il fuoco sui manifestanti che erano sostenitori di Moqtada al-Sadr è stata un'azione mostruosa, irresponsabile ed illegale": così l'ayatollah Mohammad Taqi al-Modarresi, leader spirituale nella città santa di Karbala, ha condannato le operazioni americane contro la protesta sciita.

14.00 - Il comando americano ha annunciato che un soldato americano è stato ucciso, ed un altro è rimasto ferito, durante scontri a fuoco nella città di Balad, a nord di Bagdad.

13,20 - Le truppe ucraine hanno lasciato la città irachena di Kout, 180 chilometri a sud di Bagdad, dopo violenti combattimenti con le milizie di Moqtada Sadr che controllano ormai la città. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino.

13,13 - Il leader radicale sciita Moqtada Sadr ha lanciato un appello al Kuwait perché esiga il ritiro delle truppe americane dispiegate sul suo territorio. "Mi appello al nostro vicino, il Kuwait, perché chieda il ritiro delle truppe americane dispiegate sul suo territorio, e ci stia al fianco per sbarazzarsi del grande Satana in Iraq", ha affermato Sadr in un comunicato.

12,57 - In un comunicato attribuito a un gruppo terroristico vicino a Al Qaeda e operante nell'area del Golfo Persico, si giustifica il linciaggio e lo scempio dei cadaveri dei quattro civili statunitensi caduti in un'imboscata il 31 marzo presso Falluja, una settantina di chilometri a ovest doi Bagdad, e si ammonisce che la stessa sorte subiranno altri americani presenti nella Penisola Arabica. "L'atto dei nostri fratelli a Falluja dimostra le dimensioni degli atroci crimini perpetrati contro di essi dai crociati", si legge nella nota, comparsa su diversi siti Internet filo-islamici a nome di una fantomatica 'Organizzazione di Al Qaeda nella Penisola Arabica.

12,55 - Otto iracheni uccisi e una dozzina feriti a Kirkuk, nel nord dell'Iraq, durante gli scontri scoppiati oggi tra soldati americani e manifestanti che protestavano contro l'intervento militare a Falluja. Lo rendono noto fonti di polizia e ospedaliere.

12,33 - La procura di Roma ha aperto un'inchiesta per tentato omicidio sugli scontri di ieri a Nassiriya nel corso dei quali sono rimasti feriti i nostri soldati italiani. Vista la gravità dei fatti, l'indagine sarà coordinata, oltre che dal capo del pool dell'antiterrorismo, Franco Ionta, anche dal procuratore Giovanni Ferrara. Il fascicolo per ora contiene articoli di stampa.

12,14 - Secondo la tv iraniana in lingua araba Al Alam, sarebbe in corso a Najaf un incontro fra l'ayatollah Al Sistani e il eader radicale sciita Moqtada Sadr, nei cui confronti gli americani hanno in corso una imponente operazione militare. Secondo altre fonti, invece, Sadr sarebbe ancora asserragliato nella grande moschea dell'imam Ali di Najaf circondato da migliaia di sostenitori.

12,12 - La calma potrà ritornare in Iraq unicamente se si consegnerà alle forze della coalizione il leader radicale sciita Moqtada Sadr, sul cui capo pende un mandato d'arresto per omicidio; e il solo contributo che lo stesso Sadr può dare in tal senso consiste appunto nell'arrendersi. Lo ha dichiarato in conferenza stampa a Bagdad un portavoce alleato, il generale di brigata americano Mark Kimmitt. "Se il signor Sadr vuole ridurre la violenza e far placare la situazione", ha sottolineato Kimmitt, "è quello che egli può fare. Può consegnarsi a un commissariato della polizia locale, e affrontare così la giustizia".

11,41 - Un elicottero americano sarebbe caduto oggi in una zona periferica di Falluja. Ne danno notizia le tv arabe presenti sul posto citando fonti locali: voci senza conferma parlano anche di un secondo velivolo che potrebbe essere stato abbattuto durante gli scontri. Secondo il giornalista di Al Jazeera, che durante questo collegamento indossava un giubotto anti-proiettile per precauzione, la battaglia di oggi che vede fronteggiarsi i soldati americani ed i miliziani iracheni è molto più violenta di quella di ieri. Altrettanto violenti sembrano essere gli scontri a fuoco a Ramadi, dove sarebbero morti 12 militari americani e dove sarebbe stato ferito anche un cameraman dell'emittente del Qatar.

11,30 - I civili presenti a Fallujah hanno lanciato un appello alle forze americane di poter mettere in salvo le donne ed i bambini. Lo rende noto la Tv libanese Al-Manar Tv. La situazione in città è diventata molto pericolosa, racconta l'inviato dell'emittente araba, ed i combattimenti tra miliziani iracheni e soldati americani interessano anche le zone residenziali. Per questo la gente di Falluja chiede di poter evacuare la città facendo uscire fuori le donne ed i bambini. I militari americani hanno completamente messo sotto assedio la città, impedendo a chiunque di uscire.

11,29 - Il leader radicale sciita Motqada Sadr ha chiesto oggi in un comunicato che il potere in Iraq sia trasferito nelle mani di "gente onesta" e non di "quelli che collaborano con le forze di occupazione". Il giovane leader ha fatto appello al "popolo americano ad essere al fianco del popolo iracheno oppresso dai dirigenti e dall'esercito occupante (degli Usa), e ad aiutarlo affinchè il potere sia trasferito agli iracheni onesti".

L'Amministrazione provvisoria americana della coalizione a guida americana (Cpa) si è impegnata a trasferire il potere a un governo provvisorio iracheno il 30 giugno. Sadr respinge le accuse secondo le quali gli scontri provocati dai suoi seguaci in tutto il paese rischia di ritardare tale passaggio di potere agli iracheni.

"A chi sarà consegnato il potere, a quelli che collaborano con l'occupazione? Quelli non sono irachenì, afferma Motqada Sadr.

11,17 - La Lega Araba ha chiesto all'Onu "di intervenire immediatamente in Iraq per salvare la situazione sul piano umanitario". Lo ha dichiarato il portavoce del segretario generale della Lega Araba, Houssam Zaki. Mussa ha chiesto di "fermare le operazioni di violenza in corso in Iraq, togliere l'assedio imposto alle città e far finire le provocazioni contro i civili". Ha quindi aggiunto che la Lega Araba segue la situazione "con grande preoccupazione" e che "l'Iraq ha bisogno di una soluzione radicale che possa fargli recuperare la sovranità, mettere fine all'occupazione straniera e permettere all'Onu di avere un ruolo principale nell'amministrazione dell'Iraq".

11,03 - Le forze americane in Iraq hanno dichiarato oggi che distruggeranno l'Esercito del Mehdì, la milizia del leader radicale sciita Moqtada Sadr. "Attaccheremo l'Esercito del Mehdi per distruggerlo", ha detto il generale americano Mark Kimmit, vice capo delle operazioni militari della coalizione, in una conferenza stampa a Bagdad. Nei combattimenti iniziati domenica fra le forze della coalizione e i miliziani dell'Esercito del Mehdi sono morti in varie zone sciite dell'Iraq almeno 130 persone.

10,45 - Secondo Qassem Madhkor, direttore dell'ospedale generale 'Thawra', nel bombardamento aereo Usa che ha preso di mira la zona sciita di Bagdad ci sono stati inoltre sette feriti. Da domenica, ha aggiunto, al noscomio sono arrivati i cadaveri di 46 indivisui uccisi, compreso quello di un bimbo di appena 10 anni che nesusno si è ancora presentato a reclamare. I feriti accolti negli ultimi quattro giorni ammontano in tutto a 132. Da quando, appunto domenica, è scattata l'offensiva dell'esercito americano per stroncare l'insurrezione dei fedelissimi di Sadr, nel sobborgo sciita di Bagdad hanno perso la vita complessivamente almeno 64 persone, e altre 242 sono rimaste ferite.

10,35 - Il ministro degli esteri iraniano Kamal Kharrazi ha invitato oggi alla "moderazione" gli sciiti iracheni, perchè "si possa mettere fine alla crisi". Kharrazi ha aggiunto che Teheran "sta facendo del suo meglio per spegnere l'incendio". Ieri il ministro degli esteri iraniano aveva avuto un colloquio telefonico con il suo omologo italiano Franco Frattini, al quale aveva detto che la Repubblica islamica, la cui leadership è composta di religiosi sciiti, avrebbe esercitato la sua influenza per cercare di risolvere la crisi in Iraq.

10,15 - Il sud di Nassiriya agli italiani, il nord via via alla polizia irachena. Dopo i furiosi combattimenti di ieri tra truppe italiane e miliziani di Sadr, in giornata agenti iracheni sono cominciati a rientrare nel settore nord di Nassiriya, sulla base dell'accordo concluso ieri che accorda loro 48 ore di tempo per riassumere il controllo della zona, comprese le postazioni dei ribelli integralisti, per poi riconsegnarla agli italiani. Lo ha riferito un portavoce delle forze dell'ordine locali, tenente Dhia Abdallah, secondo cui auto di pattuglia vigilano in tutte le principali arterie. I soldati italiani si sono dispiegati nel settore meridionale di Nassiriya, sull'altra sponda del fiume Euffrate che l'attraversa; controllano tutte le vie principali e i ponti che i miliziani sciiti reclamavano a sè.

10,04 - Ripreso il traffico automobilistico in tutta la città di Nassiriya dopo i violenti scontri di ieri. I bersaglieri mantengono il controllo per rispettare la tregua di 48 ore concessa agli sciiti per allontanare i miliziani. I quartieri a nord della città sono passati stamane sotto il controllo della polizia irachena mentre sono riprese anche le attività umanitarie come la consegna di medicinali negli ospedali della zona e il finanziamento di un progetto per la ristrutturazione della stazione di pompaggio di Nassiriya.

9,37 - Un missile e numerose pallottole hanno sfiorato l'inviato della Tv araba Al Jazeera nel corso del collegamento in diretta con la Tv de Qatar. Mentre il giornalista Ahmad Mansur raccontava la cronaca della giornata di scontri tra miliziani iracheni e militari americani, un missile è passato sulla testa dell'inviato colpendo un palazzo che si trovava a pochi metri. Successivamente il giornalista ha dovuto proseguire la diretta abbassato sul terreno perché si sentivano colpi di arma da fuoco e la presenza di elicotteri americani nelle sue vicinanze. Il giornalista di Al-Jazeera assicura che si trova in una zona residenziale di Falluja dove vivono solo civili. "La situazione in città è divenuta insostenibile - racconta il giornalista - la gente chiede aiuto all'Onu e ai paesi arabi per interrompere questo assedio che mette in pericolo la vita di 300 mila persone che vivono nella zona".

9,26 - Arriveranno oggi da Nassiriya, all'aeroporto di Roma Fiumicino, tre degli undici bersaglieri italiani feriti ieri negli scontri a fuoco in Iraq. Un altro gruppo di soldati italiani feriti (due o probabilmente quattro) rientreranno domani in Italia, con un volo in arrivo a Roma Ciampino. Lo ha riferito il colonnello Giovanni Cavallo, portavoce della 132.ma Brigata Corazzata "Ariete" di stanza a Pordenone, alla quale tutti i militari feriti appartengono.

9,18 - Quattro morti e sette feriti iracheni in un raid aereo Usa nella notte sul quartiere sciita di Bagdad. Altri tre morti si registrano per le ferite riportate negli scontri dei giorni scorsi. Lo affermano fonti ospedaliere della capitale irachena.

9,00 - All'indomani dei violenti incidenti che hanno gettato nel caos Nassiriya, provocando una quindicina di vittime tra gli iracheni e 11 feriti tra i bersaglieri (un dodicesimo si è sentito male) sembra reggere la tregua che è stata concordata tra italiani e leader locali. "Non ci sono stati altri incidenti durante la notte e ora è tutto tranquillo", dice una fonte militare sul posto. Durante un lungo incontro tra il generale Gian Marco Chiarini, comandante della Task force italiana; Barbara Contini, responsabile della Cpa (l'autorità provvisoria della coalizione) e i maggiorenti locali, erano stati ottenuti risultati giudicati "significativi" dallo Stato maggiore della Difesa. In particolare, è stato raggiunto uno specifico accordo, "quando le condizioni lo consentiranno", per il graduale passaggio del controllo della città alle forze di polizia irachene. Inoltre, è stata decisa una sorta di tregua di 48 ore, per consentire alla stessa popolazione irachena di disarmare e allontanare i rivoltosi di Nassiriya.

8,50 - Almeno otto persone, tra cui cinque iraniani più tre iracheni, sono morte negli scontri susseguitisi per tutta la notte a Karbala, città santa sciita nell'Iraq centrale, tra truppe amerciane e miliziani integralisti fedeli al leader radicale sciita Moqtada Sadr. Lo ha riferito Saleh al-Hasnawi, un funzionario locale del ministero della Sanità responsabile degli ospedali cittadini. I feriti ammontano almeno a sedici.

8,29 - Sale ad almeno 36 morti il bilancio dei morti iracheni a Falluja, teatro nella notte di violenti scontri fra le truppe americane e miliziani anti coalizione. Lo hanno detto fonti ospedaliere della città. Tra le 36 vittime, 25 sono stati travolti dal crollo di una casa distrutta, stando a quanto denunciato da fonti locali, proprio dagli americani: un loro elicottero d'assalto avrebbe infatto lanciato missili aria-terra contro l'edificio, provocandone l'abbattimento. Dentro vi sarebbero state quattro intere famiglie del posto che avevano cercato riparo; i cadaveri di alcune vittime giacerebbero tuttora sotto le macerie dell'abitazione. Nessuna conferma da parte americana.

7,40 - A Ramadi, nel cosiddetto 'triangolo sunnita', secondo quanto ha detto il Pentagono ieri una dozzina di marine americani è stata uccisa e oltre 20 sono stati feriti in combattimenti con guerriglieri anti coalizione, quando 60 o 70 uomini armati di lanciagranate e di armi automatiche ha attaccato le loro posizioni al palazzo del governatore locale.

7,30 - Secondo fonti di un ambulatorio popolare, 30 iracheni sono stati uccisi nei quartieri Julan e Dhubbat quando le truppe americane hanno aperto il fuoco contro queste aree con i cannoni dei carri armati. Alcuni abitanti hanno detto che ai bombardamenti hanno partecipato anche aerei da combattimento.

7,00 - Trenta iracheni sono stati uccisi e altri 25 feriti in combattimenti la scorsa notte a Falluja, a ovest di Bagdad, fra le truppe americane e miliziani anti coalizione. Lo hanno detto fonti ospedaliere della città.

* da www.repubblica.it

Articolo ripubblicato da Arab.it in data aprile 2004 

 

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