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Anche l'ospitalità araba è
ben nota. All'ospite oltre al the al caffè, si
offre sempre del cibo che viene preparato in quantità generose
per esserne provvisti nel caso arrivasse un ospite in più. L'arabo
non mangia volentieri da solo, nelle famiglie più tradizionali
tutti si riuniscono attorno ad un basso tavolo rotondo, e si servono
attingendo ad un unico grande piatto. Non si usano posate, i bocconi
si prendono servendosi del pane, ne consegue per ovvie motivi che è
di fondamentale importanza lavarsi le mani prima di mangiare. La famiglia
e gli ospiti possono attingere all'acqua servita da una brocca con un
asciugamano e una saponetta, senza alzarsi da tavola. In genere, all'inizio
e al termine del pasto si ringrazia Dio, "bismi Allah", per il cibo
che viene così sacralizzato.
La cucina araba più vicina
a noi è senza dubbio quella marocchina. Alcune ricette e alcuni
metodi di cucinare hanno origini millenarie. La storia conosciuta di
questa antica tradizione risale a 2000 avanti Cristo e la prima relazione
scritta l'abbiamo da Plinio il Vecchio. Il piatto più conosciuto
è il couscous. Questo piatto,
si deve far risalire ai Berberi, il popolo che abitava il Maghreb prima
della conquista araba. Il couscous è una semola, spesso ancora
fatta a mano; la cui preparazione richiede abilità e pazienza.
Per fortuna in commercio si trova dell'ottima semola di couscous in
pacchi. |
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